Ipertensione nel gatto: 4 cose da fare per prevenirla

ipertensione nel gatto

Per i consigli del tuo veterinario, oggi parliamo di pressione arteriosa e ipertensione e del perché debba essere sempre tenuta sotto controllo, soprattutto nei gatti adulti.

Ipertensione o pressione alta nel gatto

Cos’è la pressione sistemica arteriosa

La pressione sistemica è la pressione che il sangue esercita sulle pareti dei vasi dell’organismo ed è fondamentale per consentire a questo fluido vitale di arrivare in tutti i distretti, anche quelli più lontani dal cuore.

La circolazione del sangue avviene grazie ai movimenti di contrazione e decontrazione del cuore.
Quando questo si chiude, svuota le sue camere cardiache, pompando il sangue nei vasi e creando una pressione che varia da una massima pressione, quando si contrae, alla minima pressione, quando si riapre.

La pressione arteriosa è determinata:

  • dalle contrazioni del cuore (e quindi dalla sua capacità contrattile)
  • dalla frequenza delle contrazioni (frequenza cardiaca)
  • dal volume del sangue (quindi dalla sua quantità o gittata)
  • dal diametro dei vasi sanguigni (quindi dalla loro salute, pervietà e tonicità)
  • dalla elasticità (compliance) della grandi arterie e arteriole che veicolano il sangue.

La pressione non può essere né troppo bassa (non consentirebbe al sangue di circolare e raggiungere tutti i tessuti), né troppo alta perché provoca danni a livello di alcuni organi, oltre che danneggiare le pareti dei vasi.

Valori normali della pressione nel gatto

Quando si misura la pressione, nel gatto come nell’uomo, si valutano due valori: la massima e la minima pressione arteriosa. Definiamo i valori normali:

la massima indica la pressione esercitata dal cuore nel momento della sua contrazione ed è definita come pressione sistolica che non deve essere superiore ai 160 mm Hg, valore oltre al quale è indicato mettere il paziente sotto terapia.

La minima indica la pressione durante il rilassamento o pressione diastolica che non deve superare, né essere inferiore ai 70/80 mm Hg.

Quando i valori si alzano troppo, si possono creare dei danni importanti a diversi organi e in distretti molto delicati.

Cause di ipertensione felina

Le cause dell’ipertensione sono quasi sempre associate a patologie che la provocano.

Circa l’80% dei gatti  che soffre di ipertensione, ne soffre perché provocata da altra patologie mentre solo il 20% non ha una causa chiara sottostante e per questo motivo è definita ipertensione idiopatica o essenziale.

La causa principale di ipertensione nel gatto è l’insufficienza renale cronica, molto comune, soprattutto nell’anziano.
Ma la stessa ipertensione è causa di insufficienza e aggravamento più veloce della patologia.

Un terzo dei gatti affetti da malattia renale cronica soffrono di ipertensione.

Altre cause possono essere:

Sintomi di ipertensione nel gatto (il mio gatto di colpo è diventato cieco).

Uno dei problemi più importanti dell’ipertensione è rappresentato dal fatto che, quando è diventata sintomatica, significa che si sono già creati danni irreversibili.

La pressione alta, infatti è totalmente silente per lunghissimo tempo, perché l’organismo cerca di compensarne i danni, fino a un punto tale per cui, alcune parti non resistono più e scoppiano, esattamente come una valvola in un tubo che, se sottoposto a pressione esagerata, si rompe e fa uscire il suo contenuto.

Nel caso del circolo sanguigno, sono le valvole dei vasi che si rompono, provocando emorragie.

È per questo motivo che l’ipertensione è chiamata il killer silenzioso.

ipertensione nel gatto
Sono 4 gli organi bersaglio che vengono colpiti maggiormente dalla pressione alta:

  • occhi 
  • sistema nervoso centrale
  • rene
  • cuore.

I sintomi dell’ipertensione sono quindi legati ai danni provocati dall’emorragia avvenuta a quel livello, oppure ad aggravamento della sintomatologia legata alla malattia scatenante.

Se colpisce i reni i sintomi possono essere:

soprattutto se concomitanti a Insufficienza Renale Cronica (IRC) che tenderà ad aggravarsi più velocemente.

Se colpisce l’occhio

  • ipovisione 
  • cecità (per emorragie a livello della micro-circolazione dell’occhio)

questa si manifesta con:

  • incapacità di girare per casa come faceva prima
  • il gatto si muove meno
  • è diventato più timoroso
  • sbatte contro le cose
  • si muove andando rasente ai muri.

Se colpisce il sistema nervoso centrale

I danni cardiaci sono legati a ipertrofia del ventricolo sinistro che si ispessisce.
Nelle situazioni più gravi può portare a insufficienza cardiaca. I sintomi di questa condizione sono tra gli altri

  • difficoltà respiratoria
  • letargia

La più frequente situazione che indica la presenza di ipertensione è la cecità improvvisa.

Ma quando si manifesta, non si può più tornare indietro ed è per questo motivo che è necessario cercare di prevenire tale condizione.

Come diagnosticare l’ipertensione nel gatto

Considerando l’incidenza del problema nei gatti anziani, la Società Internazionale di Medicina Felina, consiglia di controllare la pressione sanguigna del gatto almeno 1 volta all’anno nei soggetti dai 7 anni in su.

Almeno 2 volte all’anno nei soggetti sopra i 15 anni di età.

Il controllo della pressione arteriosa è un esame molto semplice, per nulla invasivo, veloce e ben tollerato nel gatto.
Ipertensione nel gatto prevenzione

La sua misurazione consente di porre in evidenza livelli leggermente superiori alla norma, quando ancora nessun sintomo esterno è presente.

Questo è molto importante in quanto, abbiamo visto come, i danni da ipertensione siano irreversibili ed è, dunque, fondamentale riconoscerla prima.
In caso si ravvisi la presenza di una aumento dei valori, si possono fare approfondimenti diagnostici quali un’ecocardiografia e/o ulteriori esami per comprendere se sia associata a malattia metabolica oppure sia primaria.

Nel caso, invece, sia presente una malattia metabolica già nota, sarà essenziale porre attenzione al controllo della pressione arteriosa più di frequente.

Come si misura la pressione del gatto?

misurazione della pressione arteriosa del gatto

Il gatto è animale piuttosto apprensivo, di conseguenza potrebbe essere facile rilevare una pressione più alta non per cause patologiche ma per stato d’ansia.

Per questo è importante cercare di acclimatare il paziente prima di effettuare la misurazione.
Sarà bene quindi:

  • lasciarlo in una stanza il più tranquilla possibile
  • mai con altri animali presenti
  • con meno persone estranee possibile presenti (e comunque le stesse che poi effettueranno la misurazione)
  • ambientare per almeno 10/15 minuti
  • magari con l’aiuto di feromoni
  • se il micio lo preferisce può essere lasciato nel suo trasportino (aperto dall’alto)
  • meglio non obbligarlo ad uscire se non vuole farlo.

Durante la misurazione la contenzione deve essere fatta molto dolcemente e senza stress, lasciando l’animale nella posizione da lui preferita.

Strumento per la misurazione della pressione nel gatto.

Come per la persona, si utilizza una strumentazione che si gonfia e si sgonfia attorno alla coda o alla zampa anteriore.

Esistono due tipi di misurazione:

  • con metodo doppler
  • con metodo oscillometrico.

Nel primo, una sonda doppler viene posta vicino al manicotto gonfiabile.
Il pelo del gatto necessita di essere tosato e sarà necessaria una pulizia con poco alcool.
Viene messa una piccola quantità di gel sotto la sonda che consente di percepire i rumori della pulsazione.
Il medico ascolta la comparsa o la scomparsa del suono che indica il flusso del sangue nelle vene e lo monitora attraverso un manometro che indica la pressione.

Per l’ascolto è consigliato l’uso delle cuffie al fine di non spaventare il gatto con il rumore dello strumento.

Lo strumento oscillometrico HDO (che è quello di cui disponiamo noi in Clinica) è estremamente sensibile e consente la misurazione senza la necessità di dover sentire la comparsa o scomparsa del suono da parte dell’operatore, ma effettua la misurazione in autonomia indicandola su un display.

Questo secondo metodo di misurazione è particolarmente adatto al gatto che è animale estremamente sensibile e suscettibile all’ambiente.

Anche in questo caso si pone un manicotto alla base della coda, ma il gatto può poi essere riposto serenamente nel suo trasportino o trattenuto in modo molto delicato.

In entrambi i metodi, l’operazione viene ripetuta fino a 5 – 7 volte nella stessa sessione, escludendo sempre la prima misurazione per consentire al gatto di adattarsi e tranquillizzarsi durante la manovra che, di solito, viene molto ben tollerata dal micio.

Ipertensione dei gatti: la terapia

Quando ci si rende conto della presenza della pressione alta (gli studi indicano che si intende pressione alta nel gatto quando supera i 160 mmHg come misurazione in ambulatorio) è essenziale porvi rimedio valutando le cause scatenanti (quali le malattie metaboliche, che andranno diagnosticate e trattate contemporaneamente).

Spesso, il solo trattamento della causa è in grado di risolvere l’ipertensione, ma se ciò non accade è possibile tornare ad avere un controllo della pressione arteriosa attraverso la somministrazione di farmaci specifici.

È il caso, ad esempio dell’ipertiroidismo felino in cui anche la risoluzione della malattia, non porta a riduzione della pressione.

Importante sarà anche una valutazione della:

  • condizione di vita del soggetto
  • migliorare l’alimentazione
  • ridurre il peso corporeo
  • aumentare l’attività fisica.

Tutto questo, compatibilmente con l’età del paziente e suo stato di salute generale.

L’inizio del trattamento corrisponde anche ad un attento e regolare monitoraggio della pressione arteriosa che si stabilizzerà in circa una decina di giorni, modulando il dosaggio dei farmaci per non incorrere nell’errore contrario (la riduzione eccessiva della pressione).

Una volta stabilizzata e raggiunta la pressione corretta, il monitoraggio potrà essere ridotto ad uno, ogni uno o due mesi.

Molti sono i farmaci utilizzabili tra cui abbiamo il amlodipina e gli ACE-inibitori che, a seconda dei risultati ottenuti possono essere somministrati anche in combinazione.

Fondamentale, sarà tenere monitorati anche gli altri organi maggiormente coinvolti in possibili danni da che nel gatto, a differenza dell’uomo che può essere soprattutto colpito da malattie cardiovascolari come l’ictus, sono rappresentati dai danni oculari.

Una visita regolare del fondo dell’occhio sarà certamente indicata.

Prevenzione dell’ipertensione felina.

La pressione alta nel gatto è molto simile a quella dell’uomo. Le differenze sostanziali sono che nell’uomo è più frequente la forma primaria, rispetto invece al gatto in cui le forme associate a patologia sono l’80% circa dei casi.

Nell’uomo è la patologia cardiovascolare la conseguenza più frequente, mentre nel gatto la patologia oculare con cecità.

Ma una cosa accomuna entrambi, la prevenzione.
Per aver un gatto sano e libero dall’ipertensione è fondamentale seguire questi 4 consigli:

  1. attività fisica: un gatto deve sempre potersi muovere
    Rispettare il suo istinto predatorio lo manterrà in forma e stimolato alla caccia, libero da stress
  2. alimentazione corretta: i gatti sono carnivori stretti. Abituarli ad una alimentazione coerente con la loro natura li manterrà più sani e liberi da patologie, anche metaboliche come l’ipertiroidismo
  3. peso adeguato: un gatto obeso sarà meno predisposto a muoversi e più propenso ad avere pressione alta
  4. controlli regolari: una visita una volta all’anno in cui si monitora la pressione arteriosa, sarà in grado di fornire informazioni utili sulla sua salute.

Bene, per oggi è tutto.

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Bibliografia: