Castrazione nel maschio sano: è davvero utile e necessario?

castrazione del maschio

Oggi analizziamo un argomento piuttosto controverso: la sterilizzazione del cane maschio.
Può portare benefici all’animale? Cambia il suo comportamento? È vero che ingrasserà? A queste e a molte altre domande cercherò di rispondere, per cui prendi nota, salva l’articolo se non hai tempo subito e buona lettura.

Se sia il caso o meno di effettuare la sterilizzazione della femmina, abbiamo ampiamente già parlato, compreso il come effettuare l’intervento in caso si scelga di farlo.

Oggi analizziamo invece se e quando sia il caso di praticare la castrazione nel maschio, cercando di valutare pro e contro di questa pratica in soggetti sani.
Ma se, alla fine cerchi una risposta definitiva, sappi che rimarrai deluso.

Castrazione del cane maschio

Oggi non è possibile avere delle linee guida che indichino con certezza l’opportunità o meno di effettuare tale pratica, che quindi deve essere valutata caso per caso.
Richiesta meno frequentemente che nel gatto, nel cane sono moltissimi i motivi per cui si potrebbe avere la necessità di sterilizzare soggetti non portati alla riproduzione e comunque sani.

Sterilizzazione del cane maschio: perché si potrebbe rendere necessario?

La discussione sull’opportunità o meno di effettuare la castrazione è nata soprattutto in quei paesi (anglosassoni) dove la castrazione avviene nell’ 86 % dei casi (maschi e femmine).
Ma non basta.
Questa pratica viene applicata in cani giovanissimi, il più delle volte prima dei 6 mesi di età, fatto che in Italia non avviene, né per il maschio né per la femmina.

Nella femmina è ormai assodato che la sterilizzazione dovrebbe avvenire solo dopo il completamento dello sviluppo e maturazione del soggetto, soprattutto se di taglia grande o gigante, quindi dopo almeno il primo calore.

Nel maschio, di solito non si ha la necessità di sterilizzare precocemente, se non in ambiti legati a canili in cui, la convivenza con altri maschi o femmine ancora intere può interferire con la loro vita sociale.

I motivi per cui si può richiedere la castrazione possono essere:

Per contro i motivi per cui si valuta di non farlo potrebbero essere:

  • possibili complicanze intraoperatorie
  • rischio anestesiologico
  • maggior incidenza di alcune patologie (obesità, ipotiroidismo) soprattutto in razze già predisposte.

Per poter fare delle valutazioni maggiormente oggettive sarebbe utile quindi valutare una per una le motivazioni del si e del no.

timidezza nel cane castrazione

Castrare il maschio: cambia il comportamento?

Per rispondere a questa domanda andiamo a valutare uno studio fatto su 6.235 cani, a cui è stata fatta castrazione in un’età inferiore ai 10 anni (520 settimane).

Lo studio ha preso in considerazione gli effetti degli ormoni prodotti dalle gonadi sul comportamento in base a quando è stata effettuata la sterilizzazione.

Sono stati presi in considerazione 40 comportamenti che differivano tra cani interi e castrati.

Solo due comportamenti sono stati significativamente influenzati negativamente dalla maggior esposizione agli ormoni:

  • la marcatura con urina in casa
  • l’ululato notturno.

Al contrario, il ritardo nella castrazione ha influenzato positivamente (quindi li ha accentuati) 26 comportamenti definiti molesti dai proprietari (secondo un questionario che è stato compilato dagli stessi).

Tra questi:

  • 8 comportamenti riferiti a timidezza
  • 7 comportamenti riferiti ad aggressività.

Dai risultati di questo studio si evince che la castrazione precoce o comunque in tempi che non consentono il normale sviluppo e accrescimento del cane, riducono la possibilità di marcatura del territorio in casa, ma aumentano in modo significativo comportamenti considerati sgradevoli dai proprietari.[1]

Molti veterinari consigliano la castrazione in caso di animali aggressivi sia contro le persone, che contro gli altri animali.

I risultati degli studi presi in considerazione però sono piuttosto contrastanti e non tutti portano alla certezza che questo risultato si realmente ottenibile.

L’unica certezza in questo contesto è che non è sufficiente castrare un cane per averlo equilibrato e sereno.
È, invece, necessario lavorare sul suo ambiente, rispettare le sue caratteristiche, necessità di attività mentale, fisica e interazione con persone e cani, grazie ad una corretta socializzazione in età prepubere.

Inoltre, è importante ricordare che spesso, le aggressioni con morso verso altre persone sono associate a paure e comportamenti difensivi del cane che, quindi ha necessità di una azione comportamentale, più che terapeutica medica o chirurgica.

In conclusione, per quanto riguarda il comportamento, non dovrebbe essere un motivo che debba portare a richiedere l’intervento se non per ridurre:

  • istinti sessuali,
  • vagabondare,
  • marcatura in casa

Anzi, se fatta precocemente (tra i 5 e i 10 mesi di età) può aumentare l’aggressività (dovuta a maggior timidezza).

castrazione del cane perché aggressivo

Castrazione nel maschio sano per prevenzione malattie.

Un altro motivo per cui si consiglia la castrazione del maschio è la prevenzione di patologie indotte dagli ormoni.

È noto infatti che esistono delle forme tumorali che si instaurano nel cane maschio intero:

  • tumori testicolari (0.9%)
  • tumori prostatici (75-80% dai 5-6 anni in su)
  • adenomi perineali
  • fistole perianali

Per contro però, se si effettua la sterilizzazione (soprattutto se in età prepubere), si ha una maggior incidenza di patologie quali:

  • obesità (2.8 %)
  • diabete mellito (0.5 %)
  • osteosarcoma (0.2 %)
  • emangiosarcoma (0.2 %)

Anche in questo caso, quindi è difficile fare una valutazione sul si o sul no.

Diverso è il caso in cui l’animale presenti delle patologie quali il testicolo ritenuto o in corso di iperplasia prostatica.  In questa condizione, senza ombra di dubbio c’è la necessità di effettuare la castrazione per prevenire aggravamenti delle condizioni.

A che età è meglio sterilizzare il cane maschio?

Come abbiamo detto, il problema dell’età in cui effettuare la castrazione preventiva nel cane maschio nasce soprattutto se si consiglia la castrazione in età prepubere.

Questa pratica però non giustifica il beneficio rispetto ai danni indotti dalla sterilizzazione precoce.

In conclusione quindi, possiamo dire che la castrazione del maschio, dovrebbe essere presa in considerazione solo in casi particolari:

Per la determinazione dell’età non è possibile dare una indicazione univoca.

Il criptorchidismo è condizione congenita e quindi che si manifesta fin dalla nascita e necessita di essere risolta prima che il testicolo ritenuto possa subire modificazioni o, peggio torcersi con l’instaurarsi di una condizione acuta.

In questa situazione la soluzione migliore è quella di valutare lo sviluppo del cane in base alla razza e taglia del paziente e intervenire ad avvenuta maturazione e comunque dopo i 12-24 mesi.

In caso di cani randagi il discorso è diverso in quanto è necessario intervenire in condizioni di convivenza con altri animali e i comportamenti aggressivi intraspecifici sono maggiormente presenti e da limitare, oltre a dover inibire la possibilità di riproduzione.

In queste situazioni la castrazione dovrà essere fatta cercando di rispettare lo sviluppo del cane, compatibilmente con le condizioni di vita.

Per quanto riguarda la castrazione terapeutica in caso di iperplasia prostatica benigna si può intervenire  a presentazione della condizione.

Bisogna però fare attenzione a che i possibili effetti collaterali di una anestesia non siano più pericolosi della patologia stessa.

Ecco perché, in linea generale, bisogna sempre fare controlli regolari del cane in modo da essere subito consapevoli della possibile necessità di fare la castrazione.

Patologie concomitanti che potrebbero influire negativamente sulla condizione di salute del cane sono da tenere sempre in considerazione, perché potrebbero anch’esse ridurre la sopportazione dell’anestesia e dell’intervento chirurgico.

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Fonte immagine

Bibliografia:
  1. Behavioural risks in male dogs with minimal lifetime exposure to gonadal hormones may complicate population-control benefits of desexing 

  2. A literature review on the welfare implications of gonadectomy of dogs