Il diabete nel cane: sintomi, terapia e alimentazione

Il diabete nel cane è una malattia piuttosto frequente che necessita di una gestione precisa sia della terapia che dell’alimentazione. In questo articolo ti spiegherò tutto quello che devi sapere.

L’antefatto…

Qualche tempo fa la mia vicina di casa mi ferma e preoccupatissima mi dice che il suo cane è impazzito!

“Beve in continuazione, anche dal bidet; ha imparato ad aprire l’acqua, nonostante sia piccola e magra.
Ha anche cominciato a rubare le cose da tavola!!! E poi fa la pipì in casa, quella dispettosa, come se fosse tornata cucciola, non so più cosa fare, la prego mi aiuti!”

E’ così che Matilde, principessa di casa Yorkshier con il suo lungo e setoso pelo, ha comunicato ai suoi padroni che era diabetica.
Ma è meglio partire dall’inizio ed andare con ordine!

Diabete nel cane: cos’è?

Il diabete è una malattia endocrina, associata ad una carenza o mancata produzione di insulina da parte del pancreas. E’ un ormone che regola il metabolismo dei carboidrati.
Se questa manca, si instaura un disturbo nel cane, il quale non è più in grado di regolare la concentrazione degli zuccheri nel sangue.

L’insulina viene prodotta da cellule del pancreas (cellule beta) e fino a poco tempo fa si pensava che la causa primaria del diabete fosse associata ad una loro ridotta funzione.

Oggi, si è più propensi a pensare che le cause siano molteplici e che vi sia anche una importante predisposizione genetica e di razza, da tenere in considerazione.

Alcune come gli Yorkshire terrier, Tibetan terrier, Border terrier, Cairn terrier, Samoiedo, Keeshond, Barbone nano, Setter inglese e molte altre, sembrano essere particolarmente predisposte, ma non per questo tutti i soggetti ne soffrono.
Ciò significa che insieme al fattore genetico, ci deve essere anche una causa scatenante o predisponente la malattia, che non è ancora del tutto chiarita.

Sapevi che il Boxer e il Pastore Tedesco, e Golden Retriver, invece appaiono più resistenti allo sviluppo del diabete? [1]

Una delle possibili cause di insorgenza della malattia sembra coinvolgere il sistema immunitario che non riconoscerebbe più le cellule beta del pancreas e le distruggerebbe.

Diabete mellito nel cane, quanti e quali le cause?

Esistono varie forme di diabete:

  • diabete di tipo I;
  • diabete di tipo 2;
  • diabete indotto da progesterone;
  • da farmaci.

Quello che più frequentemente colpisce il cane è il diabete tipo I, anche detto insulino-dipendente, in cui le cellule beta vanno incontro a distruzione e per cui l’insulina è quasi totalmente assente.
E’ proprio in questa forma di diabete che il sistema immunitario sembra impazzire, distruggendo le cellule del pancreas.
Ma anche le pancreatiti possono indurre la malattia.

Il diabete di tipo 2 colpisce soprattutto l’uomo e il gatto ed è associato all’obesità.
In questa situazione l’insulina c’è, ma l’organismo non è ricettivo al suo effetto, oppure l’ormone viene escreto in minore quantità. Nel cane è meno frequente.

Il diabete progesterone indotto è tipico della cagna femmina intera ed è l’unica forma che può regredire senza trattamento insulinico, a patto che venga riconosciuto in tempo e che la cagna venga sterilizzata.

Il progesterone è un ormone che provoca insulino-resistenza (cioè una minor sensibilità del soggetto all’effetto dell’insulina di ridurre il glucosio nel sangue).
Le cagne possono anche solo temporaneamente sviluppare iperglicemia durante l’estro ed il diestro (la fase immediatamente successiva) per poi tornare normali alla fine del calore.

La manifestazione però si ripresenterà certamente nei cicli successivi, aggravandosi di volta in volta ed arrivando alla fine alla totale distruzione delle cellule beta e quindi alla permanenza della sintomatologia.

E’ quindi un’indicazione terapeutica importante la sterilizzazione delle femmine che hanno manifestato diabete temporaneo e/o permanente.

Alcuni farmaci possono provocare insulino-resistenza: i corticosteroidi (cortisone) ad esempio se somministrati per lunghi periodi, inducono la produzione di glucosio a partire dai grassi dell’organismo, aumentando la glicemia.

Ma come riconoscere un cane diabetico? Quali sintomi provoca?

Nel cane diabetico si ha una ridotta o assente produzione di insulina.
Questo fa sì che gli zuccheri assunti non riescano ad essere utilizzati e stoccati sotto forma di energia o grasso, ma rimangano costantemente nel circolo sanguigno.
Il valore degli zuccheri nel sangue, (cioè la glicemia), sarà quindi sempre alto, anche a digiuno, quando invece dovrebbe essere basso.

E’ da considerare che il cane diabetico non riesce ad utilizzare gli zuccheri come fonte energetica e che l’organismo quindi reagisce distruggendo molti più grassi di quanti ne ha bisogno, con conseguente dimagramento, che diventa anche consumo muscolare in casi gravi.

E’ questo infatti uno dei sintomi: la perdita di peso.

Il fatto poi di avere tanti zuccheri nel sangue, provoca anche uno squilibrio nel rene che quindi deciderà di far produrre una maggior quantità di urina (poliuria) per compensare la maggior concentrazione, ordinando al cervello di aumentare la sete (polidipsia)!

La mancanza di energia derivata dalla ridotta assimilazione degli zuccheri e maggior consumo di grassi e proteine, aumenta anche il senso della fame, l’ultimo sintomo classico del diabete, riassunto nelle quattro P:

  • poliuria (aumento delle urine),
  • polidpsia (aumento della sete),
  • polifagia (aumento della fame),
  • perdita di peso.

I cani più frequentemente colpiti da questa malattia sono soggetti adulti tra i 5 ed i 15 anni (più spesso 7-9 anni) [2].

Se il loro fisico riesce a compensare la carenza da insulina possono essere ancora abbastanza attivi, ma più spesso sono abbattuti.

Se la situazione perdura da tempo, si può avere anche sintomi più gravi ed eclatanti:

  • vomito;
  • grave abbattimento;
  • diarrea;
  • anoressia.

A volte si scopre la malattia per la conseguente cataratta e perdita della vista che questa provoca.

Diabete mellito nel cane: la diagnosi

Per formulare una diagnosi di diabete è necessario effettuare, oltre alla solita osservazione dei sintomi e storia del cane, anche una serie di accertamenti ed esami di laboratorio che ne verifichino l’esattezza.
Inoltre è fondamentale effettuare ecografie, per scongiurare la presenza di malattie scatenanti (tumori, Cushing, pancreatiti, infezioni batteriche, neoplasie e altro).

La prima valutazione da fare è comunque un esame del sangue che metta in luce:

  • l’aumento della glicemia che dovrà essere persistente anche a digiuno (valore dello zucchero nel sangue).
  • Il valore delle fruttosamine: queste sono molecole che si formano ed aumentano quando la glicemia è sempre troppo alta. Il loro aumento quindi indica la concentrazione della glicemia media nelle ultime 2-3 settimane.
    Sarà importante poi nella valutazione dei progressi terapeutici.
  • Profilo biochimico ed emocromocitometrico: tutti i valori che danno indicazione dello stato di salute generale del soggetto che potrebbero risultare normali se il cane non ha ancora subito gravi danni.
    Si potrebbe rilevare invece un aumento del colesterolo, dovuto all’eccessivo consumo di grassi che quindi passano nel circolo sanguigno (come abbiamo visto più sopra).

Tip.

Per diagnosticare un cane diabetico il controllo ematico deve essere valutato in tempi brevi: lo zucchero viene consumato dai globuli rossi e non lo si rileva, già dopo un’ora dal prelievo a meno che non si separari il plasma dal siero.
Quindi la struttura presso cui ti affidi deve avere l’attrezzatura adatta a fare esami di laboratorio, in sede.

L’esame delle urine dovrà invece mettere in evidenza un aumento della concentrazione di zuccheri (glicosuria) e delle proteine (proteinuria), insieme ad altri parametri .

Un esame batteriologico delle urine, effettuato in cistocentesi (una tecnica che preleva le urine direttamente dalla vescica)è molto importante, in quanto riuscirebbe a rilevare la presenza di batteri che potrebbero essere loro stessi, causa delle alterazioni dei parametri.

Trattamento del diabete nel cane: vediamo la terapia.

Una volta stabilito che il cane è diabetico, che si è accertata l’assenza di altre malattie predisponenti, è fondamentale affrontare un protocollo terapeutico rigoroso e preciso.

In questo senso la collaborazione con te proprietario, sarà fondamentale.

La terapia del diabete nel cane ha tre punti focali:

  • la gestione dell’alimentazione: cosa dare, quando e quanto;
  • l’introduzione del movimento dopo il pasto;
  • la gestione della terapia medica: come e quando somministrare le medicine;
  • il controllo delle malattie complicanti (chetoacidosi e ipoglicemia, cataratta e infezioni delle vie urinarie).

In caso di femmine intere è fondamentale effettuare la sterilizzazione il prima possibile, e se si stanno somministrando farmaci diabetogeni (cortisonici), il loro utilizzo deve essere sospeso.

Ecco cosa ho consigliato di fare alla mia vicina di casa, la proprietaria di Matilda, ricordi? Siamo partiti da lì!

Il trattamento per il diabete ha come scopo principale, quello di riuscire a ridurre la glicemia del cane entro un range che va dai 90 ai 250 mg/dl [2,3]. Il range fisiologico della glicemia nel cane va dai 60-130 mg/dl.

Se si riesce ad ottenere questo risultato un cane diabetico vive quanto un cane sano.

Lo scopo ulteriore è la remissione della sintomatologia. Tutto ciò e ottenibile attraverso la somministrazione di insulina, una dieta corretta e movimento.

Insulina nel diabete: ma è sempre necessaria?

La terapia insulinica può non essere necessaria qualora la malattia sia solo transitoria, ad esempio in caso di iperglicemia da progestinici (somministrati come farmaci o indotta dall’estro), o per trattamenti con glucocorticoidi (cortisone) oppure in casi in cui i sintomi non sono evidenti e l’innalzamento della glicemia non è costante, oppure non appare glicosuria (glucosio nelle urine).

In questi casi la sterilizzazione della femmina e/o un cambio della dieta, potrebbero già essere sufficientemente risolutivi.
Controlli successivi che evidenzino invece un perdurare dell’iperglicemia o il presentarsi di sintomi, faranno iniziare la terapia.

L’insulina per cani. Norme per la conservazione e somministrazione.

La terapia medica del diabete consiste nella somministrazione di insulina, che può essere effettuato a seconda dei casi in due dosi oppure in dose singola. Nel primo caso l’insulina si inietta:

  • in concomitanza del pasto (subito dopo o durante),
  • due volte al giorno a distanza di 12 ore, quindi mattina e sera,
  • sempre agli stessi orari,
  • a dosi possibilmente identiche, sia del farmaco che della pappa.

In caso di somministrazione singola invece, il pasto principale sarà composto da 2/3 della razione che coinciderà anche con la terapia insulinica, il resto del pasto verrà dato nel momento in cui presumibilmente ci sarà la minor concentrazione di glucosio nel sangue (circa 6/8 ore dopo).

Esistono diversi tipi di insulina che hanno caratteristiche e dosaggio differente le une dalle altre.

Quello che io consiglio è un’insulina definita lenta, ad uso veterinario, di origine suina (che ha le stesse caratteristiche di quella canina).

L’insulina, in flacone, va conservata in frigorifero e mai congelata (si disattiva). La confezione va tenuta verticale e leggermente agitata prima di essere preparata.
Apposite siringhe (da insulina appunto) sottocutanee possono essere sostituite da penne insuliniche che facilitano la manovra di iniezione.

In questo video, le istruzioni per l’uso.

Il dosaggio dell’insulina viene indicato dal medico e varia a seconda del tipo di farmaco utilizzato.

Sarà da modulare da cane a cane e questo potrà essere fatto attraverso il monitoraggio della glicemia.

La determinazione del giusto dosaggio insulinico: la curva glicemica.

Lo scopo del trattamento con insulina è quello di evitare fluttuazioni eccessive in difetto o in eccesso della glicemia.
Non è così facile da determinare in quanto ogni cane reagisce in modo diverso al farmaco e quindi andrà tenuto sotto controllo, soprattutto nelle fasi iniziali per poter stabilire quando e quanto.

E’ vero infatti che non si può partire con un dosaggio standard alto di insulina, in quanto ridurrebbe in modo troppo veloce il glucosio, potendo indurre un’emergenza veterinaria nota con il nome di ipoglicemia (descritta più giù in questo articolo).

Si partirà quindi da un dosaggio basso e si verificherà il comportamento della glicemia.

A tale scopo si dovranno effettuare dei piccoli prelievi di sangue capillare (poche gocce) da analizzare attraverso un dispositivo, il glucometro che legge direttamente la quantità di glucosio e la visualizza su un display.

lettura del glucosio con glucometro

Ad inizio terapia la valutazione andrà fatta ogni 2 ore, fino a 4- 6 volte.
Questo consentirà di valutare le variazioni del valore della glicemia, fino a vedere quando e quanto sarà raggiunto il valore più basso (Nadir del glucosio).

Poi si potranno distanziare i controlli e riuscire ad arrivare alla determinazione del dosaggio corretto.

Spesso questa fase viene fatta direttamente in clinica per poter effettuare il dosaggio in modo rigoroso e corretto, ma potrà essere fatta anche dal proprietario senza dover ospedalizzare il paziente, anche perché la glicemia potrebbe essere falsata dallo stress associato ad un ambiente a lui non conosciuto.

Una volta stabilita la corretta quantità di farmaco da somministrare ci sarà comunque necessità di tenere monitorato il valore, ad intervalli regolari che stabilirà il medico curante.

A tale scopo è utile una tabella, un diario dove annotare i valori, l’orario del pasto e tutto ciò che serve. Come vedi nello schema che ti ho messo qui sotto e che puoi scaricare, è indicata anche la valutazione delle urine.

diario del proprietario cane diabetico

Diario del proprietario, clicca, si ingrandisce, lo puoi stampare Fonte

Anche loro infatti sono importanti ed il valore del glucosio e dei corpi chetonici (degli scarti) al loro interno sono fondamentali per la valutazione dell’andamento della terapia.

Per la lettura di questi parametri, esistono delle strisce molto semplici da utilizzare.

valutazione urine cane diabetico

 

 

 

Il veterinario attraverso questi dati, sarà in grado di disegnare una curva per valutare le oscillazioni minime e massime della glicemia.
In base a ciò potrà capire la correttezza del dosaggio e dell’intervallo di somministrazione del farmaco.

La sensibilità all’insulina potrebbe variare nel tempo. Ciò potrebbe essere dovuto a:

  • variazioni del peso dell’animale;
  • errata somministrazione del farmaco;
  • variazione dell’esercizio fisico;
  • instaurarsi di altre malattie.

Una cosa molto importante che vorrei sottolineare è che l’insulina è un ipoglicemizzante. Se data in eccesso può provocare gravi danni, per cui:

a) mai cambiare la dose senza aver consultato il proprio medico curante;

b) nel dubbio di aver somministrato o meno il farmaco in modo corretto, meglio NON ripetere la dose.

La dieta del cane diabetico: parliamo di alimentazione a cura della Dott.ssa Annalisa Barera

Un cane diabetico che non ha altre patologie in corso (problemi renali, pancreatiti, dismetabolismi) dovrebbe essere alimentato con una dieta che riduca al minimo l’innalzamento della glicemia post prandiale.

Questa è influenzata dagli zuccheri semplici, che non dovrebbero quindi essere dati.
Inoltre si dovrebbe cercare di essere rigorosi nella somministrazione di due soli pasti, evitando piccoli premi.

La dieta dovrebbe contenere una quantità corretta di proteine di alta qualità, meglio se da fonte animale piuttosto che da cereali, insieme a fibre solubili e non (orzo, avena, segale, legumi) che formano un gel a livello intestinale che assorbe gli zuccheri.
Riso, frumento, mais e patate dovrebbero essere ridotti, o eliminati avendo un indice glicemico più alto.

La quantità di fibra è comunque da valutare da soggetto a soggetto in quanto spesso infiammano l’intestino.

Sarà bilanciata in modo differente se il cane è sottopeso o sovrappeso.
Nel primo caso, dovrà essere data la priorità al guadagno di massa muscolare che dovrà essere monitorata e valutata durante i diversi controlli programmati.

I grassi dovranno essere comunque presenti, servono per il metabolismo e sono una fonte alimentare che mantiene  la glicemia costante e bassa (unico alimento con questa caratteristica).
Una buona integrazione di omega 3 avrà inoltre effetti benefici sull’organismo in generale in quanto hanno un forte potere antinfiammatorio.
Questi sono presenti nel pesce azzurro o nel salmone selvatico. Li trovi disponibili anche sotto forma di integratori alimentari specifici.

Complicanze ed emergenze nel cane diabetico.

Purtroppo nella vita di un cane con questa patologia, possono capitare anche degli inconvenienti.

In particolare due situazioni potrebbero essere molto pericolose:

  • l’ipoglicemia,
  • la chetoacidosi diabetica.

Ipoglicemia

L’ipoglicemia è la diminuzione drastica ed esagerata del livello di zucchero nel sangue che, se si abbassa sotto il valore fisiologico (che abbiamo visto essere 60 mg/dl) può dare problemi.

Può essere causata da:

  • eccessiva dose di insulina;
  • dose corretta di insulina senza assunzione di cibo (perché vomitato ad esempio);
  • eccessivo movimento del cane o ipereccitazione;
  • diminuito fabbisogno di insulina senza che sia stato monitorato correttamente.

I sintomi sono:

  • agitazione;
  • al contrario letargia, fino al coma;
  • tremori (simili ad epilessia)
  • brividi;
  • cambio di comportamento.

In questa situazione bisogna cercare di somministrare zucchero al cane. Se è vigile e riesce a mangiare, si deve immediatamente dare cibo.
In caso non riesca a deglutire bisogna fare una pappa di acqua e zucchero e metterla con una siringa sotto la lingua o vicino alla gengiva.
Anche il miele o la marmellata vanno bene.

Appena il cane si riprende somministrare il suo cibo normale e tenerlo monitorato, avvertendo contemporaneamente il proprio veterinario.

Chetoacidosi.

E’ una situazione in cui l’organismo, che è rimasto troppo a lungo senza fonte di energia proveniente dal glucosio, a causa dell’assenza dell’insulina o per mancanza o per ridotta sensibilità all’ormone, comincia a consumare i grassi per recuperare energia.
Questi, producono sostanze tossiche, chiamate chetoni, che si riversano nelle urine entro le quali verranno identificati ma che, circolando nel sangue provocano sintomi quali:

  • anoressia,
  • nausea (vomito),
  • letargia.

E’ una emergenza veterinaria ed il cane necessita il ricovero urgente.

E’ più frequente soprattutto in soggetti obesi, in cui la resistenza all’insulina risulta più marcata.

Bene per oggi è tutto.
Se hai bisogno di una consulenza potrai certamente contattarmi da questa pagina.
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Bibliografia

  1. Diabete Mellito nel cane
  2. Nelson RW. Canine diabetes mellitus. In: Feldman EC, Nelson RW, Reusch CE, Scott-Moncrieff JCR (eds,) Canine and Feline Endocrinology, 4th ed. St Louis, Elsevier 2015;213-257.
  3. Fracassi F. Canine Diabetes Mellitus. In: Ettinger SJ, Feldman EC, Cotè E, eds. Textbook of Veterinary Internal Medicine, 8th ed. St. Louis, MO: Elsevier, 2017, pp. 1767-1781.
  4. AAHA Diabetes Management Guidelines for Dogs and Cats. Renee Rucinsky, DVM, ABVP (Feline)(Chair) Audrey Cook, BVM&S, MRCVS, Diplomate ACVIM-SAIM, Diplomate ECVIM CA SteveHaley, DVM Richard Nelson, DVM, Diplomate ACVIM Debra L.Zoran, DVM, PhD, Diplomate ACVIM Melanie Poundstone, DVM, ABVP