Chirurgia endoscopica mini-invasiva

La chirurgia endoscopica mini-invasiva è una tecnica chirurgica altamente specializzata che consente di intervenire sull’ animale attraverso una ferita davvero molto piccola rispetto all’ intervento tradizionale.

E’ una tecnica chirurgica che ti consente di non dover utilizzare (o comunque limitarne molto l’utilizzo) farmaci dopo l’intervento, senza collare Elisabetta, con pochissimo dolore e possibilità che la ferita si gonfi o si infetti.
E’ la chirurgia endoscopica mini-invasiva.

Campi di applicazione

La chirurgia endoscopica mini-invasiva, trova applicazione in innumerevoli campi sia nel cane che nel gatto.
E’ possibile infatti effettuare interventi di sterilizzazione, sia per la sola asportazione delle ovaie, che per l’asportazione contemporanea anche dell’utero.

Durante lo stesso intervento di sterilizzazione nella cagna può essere effettuata, attraverso la stessa breccia chirurgica anche la gastropessi preventiva (legatura dello stomaco per la prevenzione della sindrome dilatazione-torsione dello stomaco).
Nel cane e gatto maschio con testicoli ritenuti, è possibile effettuare l’asportazione attraverso piccoli fori

Ed ancora asportazione calcoli vescicali, cisti prostatiche ed altro ancora.

In toracoscopia (quindi attraverso il torace e non attraverso l’addome) è possibile intervenire anche sul pericardio.

Molti di questi interventi, se effettuati con tecniche classiche implicano la necessità di un decorso post operatorio abbastanza lungo, che può essere complicato dalla poca collaborazione dell’animale che deve essere sottoposto a collare Elisabetta, metodo di ritenzione protettiva, non sempre ben tollerato e comunque assolutamente non comodo, soprattutto in cani molto grossi.

Inoltre una ferita di maggiori dimensioni si presta inevitabilmente ad una maggior incidenza a complicanze, quali infezioni (rare se si somministrano antibiotici, spesso non necessari con la tecnica laparoscopica) e gonfiori, possibilità molto frequente soprattutto in cani e gatti abituati a stare fuori, e che si muovono molto.

Tutto questo con la tecnica chirurgica mini-invasiva, non accade o accade con una frequenza talmente bassa da non essere considerata, probante.

Perché non tutti i veterinari consigliano o praticano questa tecnica?

Questa tecnica ha un unico grande svantaggio.
La necessità di personale altamente specializzato e formato, oltre ad una attrezzatura estremamente specifica e costosa che non consente a tutti i professionisti di esserne provvisti. Sono infatti poche le strutture che ne fanno uso.
Il chirurgo infatti, vede all’ interno ed interviene, attraverso una mini telecamera che entra dalla ferita attraverso un tubicino. All’interno dello stesso tubo entrano anche degli speciali ferri operatori che consentono di praticare l’intervento. Il tutto quindi è visto attraverso un monitor.

Tecnologia, corsi di specializzazione, lungo periodo di praticantato ed anche investimenti importanti, sono i limiti che possono disincentivare l’utilizzo di questa tecnica da parte di molti professionisti.

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