Devi sterilizzare la tua femmina? Scegli la laparoscopia!

Sterilizzazione in laparoscopia

Uno degli interventi chirurgici preventivi più frequenti nel cane femmina e gatta è la sterilizzazione.
Preventivo significa che la femmina deve essere sottoposta ad intervento chirurgico, nonostante sia perfettamente sana e non affetta da alcuna patologia.

Sterilizzazione della femmina una scelta eticamente accettabile?

La scelta di sterilizzare la femmina non è più considerata obbligatoria, come invece accadeva una volta.
(Ancor meno lo è nel maschio, ne abbiamo parlato in questo articolo, ricordi?)

Se tu proprietario decidi, lecitamente di non voler intervenire, dovrai essere consapevole dei rischi che può correre la tua femmina. Se gatta:

  • gravidanze indesiderate
  • tentativi di fuga
  • grave frustrazione
  • comportamenti molesti.

Se cane:

  • gravidanza indesiderata
  • tentativi di fuga
  • disagio nel portare la femmina in calore in passeggiata
  • possibile gravidanza indesiderata anche se lasciata in giardino da sola (altri cani potrebbero raggiungerla).

Inoltre, dovrai mettere in conto di dover controllare con maggior assiduità lo stato di salute dell’utero e sottoporlo ad ecografia ad intervalli regolari, comunque dopo ogni calore.

Oggi, siamo consapevoli dei vantaggi che porta la sterilizzazione, soprattutto se fatta dopo il primo calore e attendendo che lo sviluppo della cagna o gatta sia completato correttamente.

In particolare, l’intervento di ovariectomia (cioè l’asportazione delle ovaie) è indicato quando:

Tutte queste sono motivazioni più che accettabili, ma spesso, chi non è totalmente d’accordo, eccepisce sulla correttezza di intervenire chirurgicamente su di un animale sano.

Vantaggi reali della sterilizzazione

Tuttavia oggi, anche alla luce di una revisione degli studi fatti e pubblicati che davano come dogma la necessità di intervenire addirittura prima del primo calore, si sa che l’asportazione delle ovaie influisce positivamente prevenendo una serie di patologie della sfera riproduttiva della femmina alle quali, se la femmina rimane intera andrebbe incontro in una % molto alta.

Svantaggi della sterilizzazione

Per contro, l’intervento effettuato troppo precocemente (nei paesi Americani lo effettuano già a 4 mesi di età) provoca danni importanti, certamente maggiori rispetto alla possibile protezione da malattie.

Inoltre, è altrettanto vero che presenta la possibilità piuttosto elevata di provocare, anche a distanza di anni dall’intervento, incontinenza urinaria che sarà tanto più grave quanto avanti si presenterà nel tempo.

Questa però, se non provocata da altre cause, risulta ben controllata con farmaci (simpaticomimetici) da somministrare per bocca.

Sterilizzazione della femmina: sfatiamo qualche mito sulle tecniche utilizzabili.

Nonostante, si sappia molto sulle tecniche da utilizzare, molti sono ancora i falsi miti e i dubbi che circolano (soprattutto in rete)…

Per sterilizzare si deve asportare le sole ovaie o anche l’utero?

La risposta è: dipende dall’età e dalla condizione.

Considerando che sono le ovaie le responsabili della produzione di ormoni che determinano l’alternanza del ciclo riproduttivo della femmina, sia nel cane che nel gatto, la loro asportazione determina la scomparsa dei calori.

Questo fa sì che si instauri una lenta atrofia dell’utero che, quindi non potrà più andare incontro a infezione.

Se la femmina è sana e l’utero non ha alterazione alcuna la sola asportazione delle ovaie è assolutamente consigliata, senza la necessità di dover asportare anche l’utero.

In caso di femmina adulta o matura (quindi di intervento ben oltre il primo calore) sarà comunque sempre indicato effettuare una ecografia di controllo prima dell’intervento, per mettere in evidenza eventuali anomalie e considerare il tipo di intervento.

A volte, infatti, ci potrebbero essere delle endometriti (infezioni uterine) del tutto asintomatiche. In quel caso, sarà il chirurgo a valutare la necessità o meno di asportare anche l’utero.

Sterilizzare in laparoscopia non è possibile in cani di piccolissima taglia.

Questa affermazione non è assolutamente reale. Nonostante sia più complesso l’intervento è fattibile sia nei gatti che in cani di piccolissima taglia.

Tutto dipende dalla capacità del chirurgo e dalla sua manualità.

La chirurgia mini invasiva è tecnica più lunga rispetto alla tecnica classica.

Anche in questo caso è la velocità e la manualità del chirurgo che fa la differenza. Un medico esperto impiega lo stesso tempo se non meno, rispetto alla tecnica open.

La tecnica laparoscopica è applicabile solo per l’asportazione delle ovaie e non per l’utero.

Anche in questo caso dipende.
Se ci si trova di fronte alla necessità di intervenire asportando anche l’utero (quindi in caso di piometra o endometrite) non è detto che questo non possa essere asportato attraverso questa tecnica, se la dimensione lo consente è possibile farlo.

La sterilizzazione in laparoscopia: perché considerarla una scelta etica?

La tecnica per asportare le ovaie nel metodo classico implica la necessità di aprire il campo operatorio, con un taglio (più o meno lungo a seconda della capacità del chirurgo) il quale, dopo aver aperto i vari strati di tessuto e muscoli, dovrà esporre l’ovaio (tirarlo fuori materialmente dalla sua sede) per poterlo isolare e asportare.

Questo implica che ci sia uno stiramento di parti anatomiche che, di solito, non subiscono questo movimento ed è uno dei motivi di maggior dolore posto operatorio, oltre, ovviamente al dolore provocato dalla ferita.

Nell’intervento in laparoscopia questo non avviene.

L’ovaio viene lasciato nella sua sede naturale e sono i ferri chirurgici a raggiungerlo attraverso piccolissimi forellini che fanno penetrare la strumentazione.

Una piccola telecamera trasmette le immagini su di un monitor che ingrandisce la visione della parte anatomica di 8/10 volte. Questo aumenta quindi la precisione di intervento.

Oltre all’assenza di stiramento dei legamenti ovarici, la non esposizione dei tessuti interni all’ambiente rende molto più sicuro l’intervento dal punto di vista della possibile contaminazione batterica, tanto da essere non più necessaria la somministrazione di copertura antibiotica che, invece nella tecnica open è fortemente raccomandata.

Quando la femmina subisce questo tipo di intervento, di solito non mostra dolore e, nella nostra esperienza di ormai 20 anni di interventi, riprende la sua vita normale nel giro di poche ore, senza contenzione alcuna (collare Elisabetta, tutina copri punti o altro).

Conclusioni

La sempre maggior conoscenza medica e la sensibilità nei confronti dei nostri animali domestici ci porta a comprendere che è necessario effettuare la corretta prevenzione dalle malattie, cercando di intervenire nel rispetto della loro vita e limitando loro il più possibile l’esperienza di dolore.

Pur restando un intervento chirurgico con le sue incognite, dovute all’anestesia (come in qualunque intervento chirurgico) la sterilizzazione in laparoscopia ci pare un buon compromesso, considerando che l’intervento riduce drasticamente il rischio di infezioni uterine e patologie mammarie (legate soprattutto a predisposizione famigliare) e che diminuisce in modo significativo anche il dolore post operatorio provocato dall’asportazione di un organo interno.

Se vuoi conoscere altri vantaggi di questa tecnica ti consiglio di leggere questo ulteriore approfondimento.

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