Chirurgia endoscopica mini-invasiva: 5 motivi per sceglierla

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La chirurgia endoscopica mini-invasiva è una tecnica chirurgica altamente specializzata che consente di intervenire sull’animale attraverso una ferita davvero molto piccola rispetto all’ intervento tradizionale.

Hai portato a casa la piccola Molly.
Ed il tuo veterinario ha consigliato (giustamente) di sterilizzarla: qualche giorno di collare Elisabetta; un taglio sotto la pancia, antidolorifici; non troppo movimento se no si gonfia! e quindi poi c’è bisogno di farla sgonfiare (e altri farmaci), antibiotico di copertura…

Quasi, quasi ti passa la voglia e preferisci altri cuccioli!

Poi leggi questo articolo e scopri che esiste una tecnica chirurgica che ti consente di sterilizzare Molly quasi senza farmaci dopo l’intervento, senza collare Elisabetta, con pochissimo dolore e possibilità che la ferita si gonfi o si infetti.

La chirurgia endoscopica mini-invasiva: a cosa serve?

L’endoscopia o chirurgia endoscopica appunto è una tecnica che consente al medico di guardare all’interno dell’organismo grazie ad una telecamera posta all’interno di un tubicino flessibile che si infila attraverso un piccolo foro fatto dal chirurgo ed arriva proprio nel luogo da indagare.
A seconda del motivo che ha portato all’intervento, si può avere una endoscopia a scopo diagnostico, oppure una endoscopia a scopo terapeutico.

Inoltre, a seconda della zona compromessa e su cui si vuole indagare o intervenire, possiamo effettuare endoscopie in:

  • toracoscopia, per il torace;
  • laparoscopia, per l’addome.

La laparoscopia: intervenire attraverso l’addome.

Gli interventi che necessitano di accedere all’interno dell’organismo attraverso l’addome, vengono chiamati laparoscopie e possono essere interventi sia terapeutici (quindi per risolvere un problema) che diagnostici, per poter valutare la situazione internamente, prelevando pezzi di organo, o di tessuto o liquidi.

La chirurgia endoscopica mini-invasiva, trova applicazione in innumerevoli campi sia nel cane che nel gatto.
E’ possibile infatti effettuare interventi di sterilizzazione (cane e sterilizzazione gatto), sia per la sola asportazione delle ovaie, che per l’asportazione contemporanea anche dell’utero.
Durante lo stesso intervento di sterilizzazione nella cagna può essere effettuata, attraverso la stessa breccia chirurgica anche la gastropessi preventiva (legatura dello stomaco per la prevenzione della sindrome dilatazione-torsione dello stomaco).
Nel cane e gatto maschio con testicoli ritenuti, è possibile effettuare l’asportazione attraverso piccoli fori.
Ed ancora asportazione:

Ma si può intervenire anche attraverso il torace: le toracoscopie

In toracoscopia (quindi attraverso il torace e non attraverso l’addome) è possibile intervenire anche sul pericardio ed in caso di molte malattie cardiache, oppure per patologie dell’apparato respiratorio.
Anche in questo caso, gli interventi possono essere sia terapeutici che diagnostici.

Le applicazioni diagnostiche in toracoscopia.

Come detto sono diverse, vediamole:

  • ispezione della pleura, mediastino (parti di rivestimento degli organi interni al torace) e superficie polmonare ;
  • diagnosi e stadiazione di patologie tumorali (per valutare che tipo di tumore e in che stadio si trova);
  • biopsie linfonodali polmonari e mediastiniche;
  • diagnosi di pneumotorace spontaneo (localizzazione della bolla);
  • malformazione di grandi vasi e cuore.

Le indicazioni chirurgiche, delle toracoscopie.

Le indicazioni chirurgiche sono davvero molte e tutte legate a patologie polmonari più o meno gravi oltre che patologie cardiache.

E le endoscopie?

Tutti gli esami di controllo che consentono di fare a livello preventivo, una precisa diagnosi attraverso l’endoscopia possono essere fatti in modo davvero poco invadente per il tuo pet.
In day hospital e con tempi di recupero molto inferiori rispetto ad un intervento chirurgico normale.

Molti di questi interventi, se effettuati con tecniche classiche implicano la necessità di un decorso post operatorio abbastanza lungo, che può essere complicato dalla poca collaborazione dell’animale che deve essere sottoposto al collare Elisabetta, metodo di ritenzione protettiva, non sempre ben tollerato e comunque assolutamente non comodo, soprattutto in cani molto grossi.

Inoltre una ferita di maggiori dimensioni si presta inevitabilmente ad una maggior incidenza a complicanze, quali infezioni (rare se si somministrano antibiotici, spesso non necessari con la tecnica laparoscopica) e gonfiori, possibilità molto frequente soprattutto in cani e gatti abituati a stare fuori, e che si muovono molto.

Tutto questo con la tecnica chirurgica mini-invasiva, non accade o accade con una frequenza talmente bassa da non essere considerata, probante.

Perché non tutti i veterinari consigliano o praticano la tecnica chirurgica mini-invasiva?

Questa tecnica ha un unico grande svantaggio la necessità di formazione.

La necessità di personale altamente specializzato e formato, oltre ad una attrezzatura estremamente specifica e costosa che non consente a tutti i professionisti di esserne provvisti.
Sono infatti poche le strutture che ne fanno uso.
Il chirurgo, vede all’interno ed interviene, attraverso una mini telecamera che entra dalla ferita attraverso un tubicino.
All’ interno dello stesso tubo entrano anche degli speciali ferri operatori che consentono di praticare l’intervento.
Il tutto quindi è visto attraverso un monitor.

Tecnologia, corsi di specializzazione, lungo periodo di praticantato ed anche investimenti importanti, sono i limiti che possono disincentivare l’utilizzo di questa tecnica da parte di molti professionisti.

E’ il motivo per cui noi, organizziamo corsi di chirurgia endoscopica.
E’ importante che il maggior numero possibile di professionisti utilizzi questa tecnica, perché influisce davvero molto sulla qualità di vita dei nostri amici pelosi.

Ed eccoti i 5 motivi per cui dovresti scegliere la chirurgia endoscopica mini-invasiva:

  1. Il soggetto ha una ripresa molto più veloce e indolore rispetto alla tecnica classica. La breccia operatoria (cioè la ferita è ridotta a piccoli forellini che non fanno male e non sono fastidiosi.
    Il paziente è già attivo dopo poche ore dall’intervento, perché il dolore è ridotto al minimo!!
  2. Minor necessità di farmaci antidolorifici, antinfiammatori ed antibiotici. Il rischio di infezione, grazie alla ridotta apertura, è molto inferiore, così come il dolore.
  3. Nessuna necessità di contenzione post operatoria, la ferita non è fastidiosa e quindi il paziente non si lecca ne si gratta.
  4. L’assenza di punti esterni da asportare rende il trattamento d’elezione anche in pazienti meno trattabili.
  5. Nella toracoscopia gli interventi sul cuore sono salva vita, rispetto invece alla classica via che prevede l’accesso attraverso la cassa toracica, molto più invasiva e, a volte impraticabile senza questa tecnica.

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