Insufficienza pancreatica nel cane: ecco cosa devi sapere

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Quando si parla di insufficienza di un organo, si intende la sua incapacità a svolgere la funzione per cui è deputato.
Come per l’insufficienza renale anche nel pancreas è necessario che una grande quantità di tessuto sia danneggiato, prima che si possa effettivamente manifestare la malattia.

Nel caso della insufficienza pancreatica, fattore predisponente è certamente la pancreatite, acuta o cronica, che può indurre più facilmente a danni permanenti, ma anche forme ereditarie con anomalie delle parti funzionali della ghiandola.

Ma per capire meglio di cosa sto parlando, al solito parto dall’inizio.

Insufficienza pancreatica nel cane

L’insufficienza pancreatica esocrina è una patologia che provoca malassorbimento, per l’incapacità dell’organismo di digerire i macroelementi che assume, a causa della mancata produzione di enzimi pancreatici.

Come abbiamo visto nel precedente articolo infatti al pancreas è deputata la funzione di digestione di grassi, proteine e amidi.

Cosa provoca l’insufficienza pancreatica nel cane?

Le cause dell’insufficienza sono molteplici.

Mentre in un primo momento si era convinti che solo precedenti episodi di pancreatite, acuta o cronica, potessero poi sfociare in questa situazione, oggi si è data maggior importanza alla predisposizione genetica.

Si è infatti dimostrato che, soprattutto alcune razze, sono particolarmente esposte alla malattia:

  • Pastore Tedesco,
  • Collie a pelo corto,
  • Cavalier King Charles,
  • Terrier,
  • Spaniel,
  • incroci di queste razze.

In questi soggetti si possono avere delle anomalie anatomiche, come la riduzione di dimensione delle cellule deputate alla produzione di enzimi, gli acini (atrofia degenerativa delle cellule acinose), oppure avere una componente autoimmune che colpisce la ghiandola (Collie e Pastore Tedesco).

L’atrofia (cioè la ridotta dimensione) del pancreas, di tutta la ghiandola, potrebbe essere dovuta anche ad ostruzione dei suoi dotti, da parte di calcoli, parassiti o da tumori.

Infine si possono riscontrare delle fibrosi, cioè delle cicatrici dell’organo che, se danneggiato, non si ripristina più con la funzionalità iniziale, ma rimane tessuto inerte, incapace di lavorare.

In queste situazioni, provocate soprattutto da gravi infiammazioni acute, se colpiscono anche la parte endocrina dell’organo, si può instaurare il diabete.

I segni della malattia si rendono manifesti solo dopo che il 90% della funzionalità ghiandolare sia stato compromesso. (Ed ecco perché è importante fare la giusta prevenzione in tal senso).

Sintomi di insufficienza pancreatica esocrina nel cane: come te ne accorgi?

Le manifestazioni cliniche di questa sindrome da malassorbimento (perché in realtà è anch’essa una forma che si può definire in questi termini), sono variabili e per nulla specifiche di malattia.

I sintomi più comuni sono:

  • diarrea con feci grigie o giallastre, di grandi dimensioni e odore molto pungente;
  • aumento della frequenza della produzione di feci (anche 3 volte al giorno o più);
  • dolore addominale;
  • polifagia (fame estrema);
  • pica (assunzione di cibo non alimentare),
  • coprofagia,
  • polidipsia (sete estrema),
  • vomito,
  • perdita di condizione e tono muscolare
  • dimagramento anche importante,
  • sete e urina aumentate (Poliuria/polidipsia) in caso di diabete mellito.

Ciò che succede è che, a causa della ridotta funzionalità del pancreas, i succhi pancreatici non vengono più prodotti in quantità e qualità adeguate.

Questo provoca una infiammazione della mucosa parte nella più alta dell’intestino, in quanto i succhi gastrici che provengono dallo stomaco non vengono resi meno acidi (una delle funzioni del pancreas).
(Vedi funzioni del pancreas)
Anche la flora batterica intestinale ne risente in modo importante.

L’assenza o riduzione degli enzimi digestivi non consente poi ai nutrienti di essere assorbiti e dunque il volume delle feci aumenta, perché questi rimangono nel lume intestinale.

Inoltre le feci risultano grasse, in quanto gli enzimi pancreatici non riescono a digerire i grassi presenti a livello intestinale.

insufficienza pancreatica nel cane

Come si arriva a diagnosi di insufficienza pancreatica?

Come potrai immaginare non è che tutti i cani che hanno diarrea e che fanno grandi volumi di feci, hanno questo problema.

Per arrivare a diagnosi è necessario fare degli accertamenti, in quanto molte potrebbero essere le ulteriori cause che portano a questo quadro di sintomi.

Esami specifici per la diagnosi di insufficienza pancreatica.

La conferma di malattia deve arrivare da una serie di indagini diagnostiche.

Dopo aver effettuato un controllo del sangue di routine (biochimico ed ematologico) in cui normalmente non si evidenziano valori particolari, è necessario passare alla valutazione degli enzimi pancreatici.

TLI: Trypsin Like Immunoreactivity

E’ questo l’esame più importante e che deve essere effettuato.

Il tripsinogeno è un enzima che viene prodotto dal pancreas e solo da lui e che serve alla digestione.

E’ sostanza la cui concentrazione nel siero, dipende dal pasto. Ecco il motivo per cui questo test deve essere svolto a digiuno.

La concentrazione sierica di TLI a digiuno dal giorno precedente, in un cane normale è compresa in un valore da 5 a 35 μg/l.

Se il valore è inferiore a 2.5 μg/l —-> è Insufficienza Pancreatica Esocrina (EPI)

Se il valore è compreso tra 2.5 e 5 μg/l —-> il test è dubbio ed è da ripetere con un digiuno più prolungato.

Una ulteriore conferma diagnostica potrà arrivare dall’indagine ecografica che potrebbe mettere in evidenza l’atrofia della ghiandola.

Trattamento dell’ insufficienza pancreatica nel cane: gli enzimi pancreatici per cani

Una volta arrivati a diagnosi, sarà necessario affrontare il problema dal punto di vista della terapia, che dovrà necessariamente comprendere anche la dieta.
Vista l’incapacità del paziente di digerire alcune sostanze (soprattutto grassi), il trattamento, come la dieta saranno da protrarre per tutta la vita.

La terapia si baserà sul:

  • tentativo di migliorare la qualità di vita, riducendo il dolore addominale;
  • ripristinare un buon assorbimento dei nutrienti;
  • ridurre i sintomi;
  • interrompere l’eventuale progressione della degenerazione.

Per prima cosa sarà necessario avere un supporto integrativo con enzimi pancreatici.

Questi devono essere somministrati sotto forma di polveri, da spargere nel cibo direttamente, con la concomitante somministrazione di antiacidi per ridurre la possibile aggressione degli enzimi.

Non è necessario lasciare agire gli enzimi sul pasto, è importante che vengano semplicemente sparsi sulla pappa.

Una dieta adeguatamente formulata dovrà comprendere anche una integrazione con vitamine del gruppo B, a causa della grave perdita di assorbimento di questo micronutriente in caso sia di pancreatiti, che di insufficienza.
Infine è bene pensare ad un ripristino della flora batterica intestinale che, in questa situazione viene pressoché distrutta.

La dieta dovrà essere povera di grassi e fibre, ad alto contenuto proteico e soprattutto con proteine di alta qualità al fine di essere ben digeribile.
All’inizio sarà utile la somministrazione di più pasti al giorno, ma sarà utile adattare la dieta alla risposta del paziente, in quanto davvero molto soggettiva.

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Bibliografia:
  1. Ruolo della nutrizione nel pancreas esocrino .
  2. Pancreatite cronica, una malattia dimenticata.