Come comunicare con un cucciolo? III parte il linguaggio col cane

comunicare con un cucciolo

Come comunicare con un cucciolo? Come comportarsi nei momenti di difficoltà?

Dopo aver capito come e dove adottare un cucciolo, e dopo aver visto quali siano i primi accorgimenti per educare il tuo cucciolo nel modo più corretto, eccoci arrivati al problema successivo: come comunicare con il proprio cucciolo (e come comunicare con lui anche da grande).
Come capire cosa sta succedendo? Quali errori non fare? Tante domande a cui rispondere, ma partiamo, come sempre dall’inizio.

Dopo che sei riuscito, non senza tanta pazienza, ad abituare il tuo piccolo peloso, a sporcare dove deve, a dormire da solo e non necessariamente sul cuscino insieme a te, e dopo avergli fatto capire che, anche se rimane da solo qualche ora, non deve disfarti casa, è arrivato il momento di farlo interagire e quindi di socializzare, nel modo più adeguato.

La socializzazione con gli altri animali, ovviamente avviene già durante le prime passeggiate, quando lo abitui a sporcare fuori casa.
Sarà lì che dovrai sempre consentire al tuo cane di avvicinarsi agli altri e giocare (sempre fermo restando la disponibilità dell’altro cane, che non si aggressivo).

Vediamo quindi le situazioni che ti possono capitare più frequentemente:

Come comunicare con il cucciolo che vuole giocare a tutti i costi

Partiamo dal presupposto che un cucciolo è “programmato” per fare nell’ordine:

  • dormite più o meno lunghe,
  • giochi di distruzione e corsa all’impazzata,
  • mangiate (a seconda dell’indole) più o meno voraci
  • fare pipì e pupù, indistintamente tutte enormi e puzzolenti,

ciò non significa che queste 4 attività debbano per forza essere fatte solo ed esclusivamente quando vuole lui.
Il gioco, nella fattispecie, infatti deve essere fatto in modo adeguato, possibilmente in maniera indipendente (quindi non per forza dovendo coinvolgerti)e comunque mai senza che tu sia obbligato a farlo.

Mi spiego.
Se il tuo cucciolo ha l’abitudine di mordere (altra prerogativa di tutti i piccoli, soprattutto quando stanno cambiando i denti) deve farlo, prendendo di mira le cose giuste: il suo giochino, un legnetto, la bottiglia di plastica (a cui hai rigorosamente tolto etichetta, tappo e fascetta per non farglieli ingerire accidentalmente), insomma tutto ciò che non è la tua caviglia, i tuoi pantaloni, la tua mano oppure lo straccio di casa, la scopa ecc ecc.

Ogniqualvolta che il tuo piccolo è attirato da qualcosa che non deve mordere, dovrai fargli capire che non deve farlo. Come?

Un “no” secco, e la distrazione verso qualcosa che invece può mordere (il suo giochino). Quando avrà preso il gioco, una lode sonora, con carezze, voce contenta che gli dice “bravo”.

L’insistenza e la perseveranza di questo comportamento porterà il successo. Non demordere e vedrai che alla fine smetterà. L’importante è intimargli il “no”, solo se colto sul fatto!

Attenzione anche a cosa gli si da da mordere. Anche questo per lui è un modo di comunicare.

Non dargli mai cose vecchie che non usi più, se non vuoi che poi prenda anche le nuove. Se gli darai delle vecchie scarpe, sicuramente potrà essere attirato anche dal tuo ultimo acquisto fatto con tanta fatica! L’odore è lo stesso, poco importa che sia una scarpa Prada… per lui è solo una Tua scarpa, buonissima!

Altro comportamento molesto è l’abbaiare continuo ed incessante per attirare l’attenzione. L’avevo già descritto in questa seconda parte, ma qui vorrei specificartelo meglio.

come comunicare con un cuccioloCome comunicare con il cane che vuole attenzione a tutti i costi?

Ovviamente ci possono essere molte situazioni differenti, una delle più frequenti è l‘abbaiare continuo perché vuole del cibo.
Spesso questo atteggiamento è tipico del cucciolo (ma anche del cane adulto) che è stato abituato e viziato dandogli cibo direttamente dalla tavola.
Elemosinare in questo particolare momento della vita insieme è abbastanza frequente; comportamento poi rinforzato se lo si asseconda, dandogli il pezzettino, la briciola, il pezzetto di pane.

Oltre a fargli un danno dal punto di vista alimentare (il nostro cibo, non è adatto a loro) tenere questo comportamento potrebbe creare un problema molto difficile da risolvere in futuro.

Il comportamento giusto quindi, quando si è a tavola, è ignorare completamente il cucciolo e non dargli assolutamente nulla dal nostro piatto.

Solo quando si è terminato si potrà premiare il cane che si è comportato in modo corretto, con carezze e coccole, sempre in prossimità della cuccia!

Anche abbaiare per attirare l’attenzione, per giocare a tutti i costi è un comportamento frequente.

In queste situazioni oltre ad ignorare completamente il cane, si può andare in un’altra stanza (senza farsi seguire) e fare un rumore forte (una porta che sbatte, un coperchio che cade, il guinzaglio che sbatte ecc, ecc).
Il cane smette e tu ricompari.
Se non abbaia più potrai lodarlo.

Il concetto è questo: il cucciolo (anche da adulto) capisce se fa qualcosa di giusto o sbagliato, a seconda del messaggio che gli dai.
Ma il messaggio deve essere corretto. Se gli dai attenzione anche sgridandolo forte, lui non capisce le parole e il tono, ma solo che lo stai guardando.

La peggior punizione per lui è l’essere ignorato, alla quale reagirà con la rassegnazione ed il cambio di atteggiamento.
Quando cambia il comportamento (in quello giusto) allora lo puoi lodare e premiare.

Dire “no” ad un cane che sta abbaiando per attirare l’attenzione, e poi allontanarsi è un comportamento corretto.
Sgridarlo ed avvicinarsi, NON è un comportamento corretto.

Se sta facendo qualcosa che non deve, un altro comportamento può essere quello di dirgli “NO” e chiedergli di fare la cosa giusta o di fare un altra cosa, ad esempio il seduto e gratificarlo immediatamente se lo fa.

Il cucciolo tende ad assuefarsi al NO. Se gli viene solo detto cosa non fare, non capirà cosa può fare alternativamente.
E’ quindi molto più utile gratificare il piccolo attraverso carezze e coccole, o gratificazione vocale, quando il cucciolo si comporta correttamente, anche se non gli viene chiesto.
Ad esempio se si mette a dormire nella cuccia, mentre tu sei a tavola a mangiare. A quel punto dirgli “bravo” è certamente una buona cosa.

Come comunicare con un cucciolo: la manipolazione.

Abituare il proprio cucciolo ad essere toccato, manipolato, pasticciato (con delicatezza e senza fargli male) è una cosa molto importate.
Toccargli le orecchie, abituarlo ad essere massaggiato con un panno imbevuto con acqua ed aceto (ottimo disinfettante), toccargli le zampe, potergli ispezionare i genitali, sono tutte operazioni che devono diventare abitudini, come la pulizia dei denti e degli occhi.

Queste manovre vanno fatte abituando il peloso gradualmente, pochi secondi alla volta e sempre associandole a sensazioni positive, ad esempio un premio speciale. In alternativa si rischia di creare l’effetto opposto!

Come comunicare con il cucciolo: i comportamenti da NON tenere!

Ci sono dei comportamenti che è meglio non tenere mai:

  • Il gioco del tira e molla,
  • il corpo a corpo con un umano,
  • il tirargli i baffi o la coda (o altre parti del corpo) per giocare,
  • gesticolare in modo evidente in presenza del cane,
  • schiamazzare e fare rumori molesti,
  • fissarlo negli occhi,
  • lasciare un cane da solo con i bambini.

Tutti questi sono atteggiamenti e comportamenti che non sono corretti e che, anzi possono essere potenzialmente pericolosi per la propria incolumità.
Tutti i giochi che alzano il livello di eccitazione del cane sono da evitare, per prediligere quelli che invece insegnano qualcosa (riportare la pallina o l’esercizio fisico).

In generale poi se si deve giocare con il cane è preferibile che sia l’umano a decidere quando cominciare e quando smettere. Cominciare sempre quando il cane è in una situazione di calma (non quando è eccitato).

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Photo credit: mgstanton via Foter.com / CC BY-NC-ND

I segnali del cucciolo: come comunica con noi il cane?

Esistono infine dei comportamenti di allerta, dei segnali che i nostri pelosi ci danno per farci capire il loro stato d’animo. Questi atteggiamenti sono dei campanelli d’allarme che bisogna insegnare ai bambini, per far si che li riconoscano e non si facciano male. Vediamone i principali:

  • Mostrare i denti ,ringhiare, tirare su il pelo sulla schiena –> atteggiamento d’allarme e di aggressività possibile in arrivo
  • Coda tra le gambe, orecchie indietro, indietreggiare –> timore, possibile aggressività per paura.

Queste sono solo alcune delle cose importanti da sapere quando si porta a casa un peloso. Se hai bisogno di una consulenza, puoi contattarmi da qui.
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Photo credit: ArgosPaw via Foter.com / CC BY-NC-ND