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Uno dei problemi che, più frequentemente affligge un proprietario di gatti è la gestione dell’alimentazione, soprattutto se questo inizia a non mangiare o a mangiare solo quando e quello che ha voglia lui.

Abbiamo già parlato di dieta del gatto in un precedente articolo, se non l’hai letto ti consiglio di farlo.

Oggi parliamo dei problemi che potresti avere con il tuo gatto e il rapporto con il cibo.

I capricci del gatto nel mangiare

Quando hai un gatto, almeno una volta nella vita ti sarà capitato di vivere una di queste situazioni:

  • il gatto annusa il cibo e se ne va
  • non mangia più l’umido o le crocchette che prima gli piacevano tanto (e di cui avevi fatto scorte enormi…)
  • mangia solo un gusto e vorresti cambiare ma non lo mangia
  • mangia solo il pesce, ecc ecc

Tutte queste situazioni sono dovute a capricci? Non sempre e dunque è bene fare un po’ di chiarezza.

Il tuo gatto non mangia più ciò che mangiava prima

È bene fare attenzione a questa situazione.
Se il tuo gatto di colpo non mangia più, non si avvicina nemmeno al cibo mentre prima aveva sempre fame, non si tratta di un capriccio ma di un sintomo, che deve immediatamente portarti a farti valutare la necessità di andare dal tuo medico di fiducia.

Se invece il gatto si avvicina al cibo, lo annusa e poi se ne va, potrebbe essere dovuto a:

  • un problema alla bocca: dolore da corpo estraneo, tartaro, parodontite ecc.
  • il cibo è irrancidito,
  • una situazione di stress o cambiamento ambientale lo porta a digiunare
  • associa quel cibo a situazione sgradevole (vedi più giù)
  • infine potrebbe essere viziato da premietti che gli dai di continuo (che lo saziano per un po’).

Il tuo gatto mangia solo un gusto o solo i croccantini e non mangia altro.

Il cambio del cibo può essere problematico. Vediamo perché.

Partiamo con il dire che il gatto è un predatore e animali estremamente abitudinario. Un piccolo leone che ha un rapporto con gli alimenti totalmente diverso rispetto al cane.

L’approvvigionamento del cibo per un gatto è vissuto, nonostante viva confinato in casa, come se fosse libero e senza possibilità di averne a disposizione sempre.

Tra l’altro, non ha la possibilità di fare “scorte” come il cane che ha uno stomaco molto estensibile che quindi può rimpinzarsi per poi non mangiare per giorni.

Il gatto ha uno stomaco piccolo e poco elastico che lo porta a dover mangiare piccole prede, fino a 20 volte al giorno e questo è, per lui l’unico modo di ragionare e intendere la vita.

Ecco perché è fondamentale per lui essere sempre in grado di cacciare, in allenamento, sia mentale che fisico e non sentirsi mai in condizioni di pericolo o non in grado di potersi procacciare il cibo.

Questo è uno dei motivi per cui un cibo nuovo lo mette in imbarazzo. Lo spaventa per certi versi, perché, non conoscendolo potrebbe essere pericoloso.

Stare male, per un gatto, non significa solo soffrire, ma essere possibile preda di falchi e altri predatori e quindi essere in condizione di potenziale pericolo di vita, anche solo per un piccolo mal di pancia.

Ecco perché i gatti soffrono molto più del cane lo stress da malessere e condizioni di vita non consone a lui.

Cosa influisce sulla preferenza di cibo nel gatto?

I gatti sono molto sensibili alla forma, consistenza e temperatura del cibo.
In natura, infatti le prede che mangia appena uccise sono ancora calde.

Inoltre, diversi studi sulle preferenze di cibo (lasciato scegliere da diversi gatti) hanno messo in evidenza che i gatti preferiscono:

  • cibo che noi percepiamo come gusto acido [1]
  • cibi con una percentuale di grassi maggiore rispetto alle proteine
  • cibi umidi, con grassi, proteine in alta percentuale: carni, pesci, latticini, uova e pollame
  • l’irrancidimento influisce negativamente sul gusto del gatto.

Ci sono poi delle componenti comportamentali che influiscono molto sulla fame del gatto.

Se l’animale è fortemente stressato può tendere a sviluppare anoressia.

Un gatto che sta male, che ha subito una condizione di malessere, per esempio per un vaccino o una malattia, potrebbe associare un cibo, sempre assunto fino ad allora alla condizione di malessere.
Di conseguenza lo rifiuta.

Se, per esempio il cibo gli viene presentato prima o dopo un trattamento farmacologico che provoca nausea (come nel caso di trattamenti farmacologici a base di antibiotici) quel cibo può poi essere associato a quella sensazione sgradevole e quindi non verrà più assunto anche dopo la guarigione.

Ecco perché in caso il gatto non voglia mangiare per nausea o vomito da farmaco, sarebbe consigliabile non cercare di presentare cibi diversi, perché verranno tutti associati, in futuro a situazioni sgradevoli.

Rivolgiti al tuo veterinario se il digiuno dovesse protrarsi per più di 12/24 ore, soprattutto in caso di gatti obesi e/o stressati: si potrebbe instaurare una patologia a carico del fegato nota con il nome di lipidosi epatica, pericolosa e grave.

gatto e capricci nell'alimentazione

Come abituare il gatto al cambio di alimentazione

Soprattutto se hai un gatto che ha sempre mangiato croccantini (e magari non troppo di qualità) potresti trovarti nella condizione di dover fare un cambio di dieta, per passare all’umido o, meglio ancora al cibo fresco.

Mentre per un cane la questione è abbastanza semplice per il gatto potrebbe essere più complicato.

Come abbiamo detto il gatto fa fatica a cambiare.

Se hai appena preso un gattino quindi, ti consiglio di abituarlo fin da piccolo a mangiare più cose diverse possibili, sia come gusto che come consistenza.

I gatti che hanno abitudine ad uscire o che sono stati adottati e provengono da colonie di randagi, hanno minor difficoltà a cambiare, perché la loro esperienza è più vasta rispetto al micio che non ha visto nulla.

Il nostro ruolo di guida, che insegna loro cosa si può e cosa non si può mangiare è fondamentale fin dai primi mesi di età. Abituarli a cambiare, anche situazioni ambientali sarà un grande vantaggio per la sua vita di adulto.

Inoltre ricorda che:

  • non amano i cibi appiccicosi (il pollo crudo spesso è viscido non lo amano e lo rifiutano frequentemente)
  • non amano i gusti amari
  • preferiscono la consistenza e il sapore delle proteine del muscolo e frattaglie
  • preferiscono cibi tiepidi o caldi
  • il sapore dolce non li attrae.

Circa quest’ultima affermazione devo precisarti però un fatto:

se hai un gatto ti sarai certamente accorto che adora ciò che, apparentemente a noi sembra “solo” dolce, tipo il pan di spagna o le briosche.
In realtà, non è il gusto dolce che li attrae in questi alimenti, ma la grande quantità di grassi presenti. Ecco perché bisogna fare attenzione a non somministrare loro questi cibi, che fanno molto male alla loro salute, nonostante ne siano davvero ghiotti.

E veniamo ai consigli.

9 consigli per il cambio di alimentazione del gatto, da secco a umido o fresco.

Quando devi iniziare a fare il cambio, ricorda che il gatto, se non ha a disposizione il cibo per più di un paio d’ore inizia ad avere fame ed è quindi più propenso a mangiare qualcosa di diverso.

  1. Quindi inizia a togliere il cibo che di solito è a disposizione per almeno un paio d’ore e poi presentagli il secco mischiato all’umido (o al fresco a seconda di cosa devi fare), aumentando gradatamente il nuovo per il vecchio.
  2. scalda leggermente il cibo, non darlo freddo.
  3. Lascia o il vecchio cibo a disposizione solo la notte: ricorda che il gatto non può rimanere a digiuno per troppe ore e se non mangia o non trova ciò che gli piace, non lo mangerà subito: prima ti sfiancherà di richiami notturni.
  4. Non cedere: se dai premietti a lui graditi durante la giornata non ti mangerà ciò che invece dovrebbe.
  5. Un ulteriore consiglio è di lasciargli delle piccole dosi di cibo nascosto in giro per la casa, anche in alto in modo che sia sempre stimolato alla ricerca e predazione.
  6. Stimola il movimento e il suo istinto predatorio.
    Può essere utile ad esempio mettere qualche croccantino dentro a qualche contenitore profondo in cui il gatto deve infilare la zampa per tirarlo fuori. Anche i contenitori delle uova (quelli di carta) sono utili.
  7. La posizione del cibo è importante: metterlo in alto significa lasciargli la possibilità di tenere sotto controllo la situazione.
    Inoltre lo tranquillizzerai, soprattutto se vive con altri animali in casa (cani in particolare).
    Il gatto, a differenza del cane, si gusta la sua pappa/preda.
    Per fare questo ha bisogno di un ambiente da lui percepito come tranquillo (quindi non la ciotola appoggiata al muro dove non vede nulla), magari vicino alla cassettina dove deve sporcare.
  8. Usa l’arricchimento ambientale. Avere un ambiente a prova di gatto,  che sfrutti gli spazi verticali, significa dare la possibilità al micio di muoversi maggiormente, stimolando quindi il suo appetito.
  9. Infine abbi pazienza. Il gatto, soprattutto se non è stato abituato ai cambiamenti fin da piccolo, ha bisogno di tempo per fidarsi e adattarsi al nuovo. Questo succede per l’ambiente, come per il cibo.

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Bibliografia:
  1.  Houpt KA. Ingestive behaviour problems of dogs and cats. Vet Clin North Am Small Anim Pract 12:683-690, 1982
  2. Approccio diagnostico e terapeutico al gatto anoressico